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A NEWSPAPER BY APARTAMENTO X MARCHESI 1824

La forma è sostanza per Diego Crosara

Diego Crosara crea dolci con la moderazione di uno scultore e la memoria di uno chef amorevole. Da Marchesi 1824, questo approccio plasma il sapore attraverso la struttura, la sequenza e una forma creata meticolosamente.

Nelle cucine di Marchesi 1824, i dessert di solito nascono da un’intuizione: “A volte una combinazione di sapori, un ricordo o persino un’immagine”, racconta Diego Crosara, Pastry Art Director. Da lì prende il via un processo di sperimentazione e perfezionamento, una coreografia di consistenza, struttura ed equilibrio che continua fino ad arrivare al risultato perfetto. I tentativi non finiscono mai: modificando la quantità di una crema di qualche grammo, variando una glassa per ottenere la giusta lucentezza, testando il comportamento di uno strato croccante una volta raffreddato. Niente è lasciato al caso, anche quando il risultato sembra naturale.

Quando Crosara parla di pasticceria, sembra più un designer che uno chef. Per lui, gli ingredienti sono materiali con comportamenti e limiti. “Non lavoro solo con i sapori, ma anche con i volumi, le consistenze, i colori, le forme”, spiega. Gli elementi croccanti fungono da struttura; le creme morbide donano contrasto e ritmo. Un dessert deve contenere, sostenere e comunicare, prima ancora di essere gustato. “Le forme sono un linguaggio” afferma, “e dovrebbero esprimere ciò che il dessert vuole comunicare già prima del primo morso”. Una sfera suggerisce leggerezza; un bordo affilato richiama l’intensità. La forma è un’anteprima del sapore.

 

 

Questa attenzione alla forma non si può separare dalla meccanica del sapore. Crosara ragiona per sequenze: aspetto, aroma, consistenza, gusto. “Ogni fase è essenziale”, afferma. La decorazione crea desiderio, l’aroma prepara il palato e solo allora la consistenza e il sapore completano l’avventura. L’obiettivo non è l’apparenza, ma l’intera esperienza in un dessert che si svela gradualmente piuttosto che mostrare tutto in una volta.

Se il suo approccio sembra architettonico, la sua motivazione è profondamente personale. Molte idee nascono dalla memoria: sapori dell’infanzia, combinazioni che sembrano istintive piuttosto che concettuali. Ma da Marchesi 1824 la memoria non è solo la sua. Il passato della pasticceria è sempre presente. Le ricette storiche vengono rivisitate e adattate, rese più leggere, più chiare, più in sintonia con i gusti contemporanei, mantenendone intatta l’identità. “È sempre un dialogo tra passato e presente”, afferma.